L’impatto della Generazione Z sulla musica

9 Giugno 2021

Con l’avvento degli smartphone e delle piattaforme streaming come Spotify, la musica è entrata nelle case di tutti. Chiunque può ascoltare musica e in diverse occasioni: quando si fa sport, quando si fa una passeggiata, mentre si cucina, quando si sta in compagnia. E, ovviamente, c’è un tipo di musica giusto per ogni evenienza.

O forse è meglio dire che c’è un tipo di musica per ogni mood, che esce dagli standard a cui siamo sempre stati abituati e attraversa in modo trasversale artisti e fan, un nuovo modo di ascoltare e lasciarsi influenzare, soprattutto se parliamo del rapporto tra Generazione Z e musica.

Ma quindi, qual è il rapporto tra Generazione Z e musica?

È simile a quello delle generazioni passate? Ovviamente no. Le abitudini di ascolto e di utilizzo della musica nella Gen Z stanno cambiando e sono già cambiate parecchio. Inoltre, sarebbe giusto dire che i social media e le nuove tecnologie hanno amplificato la voce della Generazione Z, e quindi la loro influenza nel mondo è aumentata rispetto alle generazioni passate.

Di seguito quattro osservazioni su come la Gen Z sta cambiando le abitudini di ascolto dell’industria musicale:

  • Ascoltano musica di tutto il mondo: la Gen Z ascolta molta più musica proveniente da nuove culture. Un esempio è l’incredibile successo del K-Pop che può essere spiegato dall’enorme pubblico di giovanissimi che lo segue
  • Preferiscono le playlist agli album: questo perché oggi preferiscono ascoltare più generi diversi insieme e non focalizzarsi su uno solo. Questo ha portato gli artisti a fare molti più singoli ed EP rispetto ad un album intero;
  • Scoprono la musica in modi diversi: dal passaparola ai social media fino agli algoritmi di intelligenza artificiale. La Gen Z preferisce scoprire musica attraverso canali nuovi e precedentemente inesplorati;
  • Ascoltano più musica triste che felice: Una caratteristica distintiva della Gen Z è di essere in sintonia con le proprie emozioni. Anche questo si riflette sul mercato musicale e infatti ci sono molte più canzoni tristi nelle classifiche Top 40 oggi di quante ce ne siano mai state.

I generi musicali stanno scomparendo e gli artisti Gen Z non vogliono essere associati a nessun genere in particolare.

Con i gusti musicali che diventano più vari, c’è chiaramente un impatto sulla produzione musicale. Mischiare infatti suoni e melodie diverse sta diventando sempre più comune, perché spesso sono gli artisti stessi ad ascoltare generi diversi.

Un esempio lampante è il successo della canzone Old Town Road di Lil Nas X che è stata descritta come rap, trap e country. Il pezzo ha molti elementi di vari generi musicali e sarebbe giusto dire che non ha un genere preciso. Lil Nas X, in quanto Gen Z, ha saputo sfruttare benissimo i mezzi social. Ha scelto quindi di lanciare la traccia su TikTok come colonna sonora di un video di due adolescenti che si innamorano e, ovviamente, questa è diventata subito virale.

Altro esempio sulla produzione musicale Gen Z è Billie Eilish, 19 anni, una delle artiste più ascoltate al mondo:

“Odio l’idea dei generi. Non penso che una canzone debba essere inserita in una categoria” (Billie Eilish).

Per i Gen Z come Lil Nas X ed Eilish è facile vedere l’impatto delle tecnologie digitali e, soprattutto, dei social network sul loro modo di fare la musica. Online, puoi trovare persone che condividono i tuoi stessi gusti e punti di vista, il che, da un lato, può essere confortante. Dall’altra parte, può farti sentire indistinguibile dagli altri artisti. Ritagliarsi il proprio spazio – sia come personaggio dei social media che come musicista – diventa particolarmente importante.

Unire i generi e creare un suono non convenzionale è un modo per creare un’identità musicale unica e differenziarsi nella mischia.

A questo filone, in ambito italiano, si unisce Madame, anche lei 19 anni e piena di vita. Non c’è dubbio che abbia fatto molto successo, soprattuto dopo essersi esibita a Sanremo e aver portato tutto quello che la Generazione Z rappresenta in un festival così importante in Italia. Lei stessa ha affermato: “Io non ho un genere. Non mi vedo rapper, non mi vedo popstar”.

Infatti anche Madame non ama avere un genere, le piace sperimentare sound e melodie diverse senza pensare troppo ad identificarsi in un suono ben preciso bensì nella musica che le piace di più e in modo fluido.

La Generazione Z, nata tra il 1995-2010, sta cambiando il mondo di oggi. L’industria musicale non è immune a questo cambiamento. Il pubblico della Gen Z è informato, apprezza le diverse culture, pensa certamente in modo molto internazionale, e non ascolta un genere musicale ben preciso. Come agenzia Gen Z sappiamo bene come questa nuova generazione così brillante, creativa e inclusiva sta già avendo e avrà un impatto molto grande sul mondo della musica e dei suoi trend.

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