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Generazione Z e mondo del lavoro

23 Luglio 2021

Come Millennial che lavora da anni sul cluster Gen Z, mi sono spesso domandato se la percezione che ho degli Zoomers non sia estremizzata, e se la differenza tra generazioni non sia che una mera esigenza di marketing.

Beh, per quanto riguarda alcuni aspetti, non siamo poi così diversi. Abbiamo gli stessi desideri: felicità, successo, apprezzamento, sicurezza. Questi sono valori universali che molti di noi condividono.

Ci sono tuttavia alcune differenze che definirei sorprendenti in alcuni ambiti all’apparenza monolitici e immutabili. Il lavoro è uno di questi.

Qualche anno fa, ho iniziato a formare i primi stagisti Zedders. Con mia grande sorpresa, nonostante la Gen Z fosse il mio pane quotidiano, ho scoperto un’attitudine, da parte di questo cluster, completamente diverso dal mio di Millennial, senza parlare della differenza di approccio che ho rilevato nel confronto con la GenX.

Ma quali sono i cambiamenti che la Generazione Z si aspetta nel mondo del lavoro? Ci sono alcuni aspetti fondamentali attraverso cui gli Zedders stanno cambiando le regole del gioco e come agenzia Gen Z lo sappiamo bene.

Generazione Z e mondo del lavoro, value driven

Qualche anno fa, un’offerta di lavoro in banca o in una big corp era vista come il biglietto d’oro di Willy Wonka: un’opportunità incredibile per “accasarsi” e crescere in un’azienda solida e seria.

Oggi, una survey ha riscontrato come il 51% dei neolaureati valuta solo posti di lavoro che siano allineati con i loro valori di base. Choosy? No, consapevoli.

Generazione Z e mondo del lavoro = inclusività

Diciamocelo, i tempi di Don Draper e delle bottiglie di whiskey a tarda notte sono finiti. I commenti sessisti, il machismo da big corp, il sogno yuppie anni Ottanta è semplicemente tramontato, sostituito da un approccio inclusivo, tollerante, attento a segnalare abusi, sessismo e work harasment.

Due Zedders su tre, secondo una ricerca americana, possono testimoniare episodi di sessismo, razzismo o bias sul luogo di lavoro, e il 51% li ha denunciati. Un posto di lavoro inclusivo, tollerante e diverse è non solo tollerato, ma desiderato.

Non si vive di soli sogni

La Generazione Mille Euro, quella del libro e del film, è un paradigma di perpetuo precariato che mal si confà alle esigenze della Gen Z, una workforce che brama solidità, trasparenza e un percorso di carriera esplicito e definito.

Il 54% degli Zedder dichiara che il comparto economico è il primo driver di scelta per il cambio di lavoro.

Aziende, conquistate i giovani talenti con i vostri lavori, poi però ricordatevi di valorizzarli con un giusto ingaggio, altrimenti scapperanno!

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